11 marzo 2017. Presentazione al Zig Zag, San Donato Milanese (via Libertà, 10, telefono 025272125) del nuovo libro di GIANNI DEL SAVIO dedicato a NINA SIMONE. IL PIANO, LA VOCE E L’ORGOGLIO NERO, VoloLibero, SoulBooks, 144 pagine, 12 euro


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http://www.vololiberoedizioni.it/


Pianista, cantante e interprete inarrivabile, mina vagante, voce coraggiosa e intraprendente, artista sul palco e, non di meno, nella vita, Nina Simone ha attraversato il ventesimo secolo guardandolo negli occhi. La sua arte sfugge a ogni classificazione: in pochi anni, una timida, talentuosa ragazzina del North Carolina diventa una delle più carismatiche figure della musica americana, e non solo.

Tra i maggiori esperti di cultura afroamericana, Gianni Del Savio è riuscito nella non facile impresa di concentrare in uno spazio sintetico e agile tutto (o quasi) quello che c’è da sapere su Nina Simone: la biografia, i dischi, le prese di posizione, i successi e i fallimenti, le passioni e le follie.

Con un tono rispettoso e garbato, ma senza alcuna omissione, la sua ricostruzione comincia con il tintinnio di un carillon e prosegue come una lunga e sinuosa ballata, che si legge senza fermate intermedie.

Se servono ulteriori approfondimenti, più dettagli o più opinioni, ci sono le indicazioni della copiosa bibliografia (testimonianza di uno scrupoloso lavoro sulle fonti principali) che, insieme alla prefazione di Massimo Oldani e alle note e alle curiosità di Graziano Uliani completano un ritratto di Nina Simone sincero, diretto, preciso, utile.

La presentazione di Nina Simone. Il piano, la voce e l’orgoglio nero, come tutti gli incontri di Zig Zag, è libera e gratuita, con degustazione enologica conclusiva. Si raccomanda la puntualità. Per ulteriori informazioni: www.zigzaglibricd.com.

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LAURA FEDELE, Il canto: appunti di viaggio. Considerazioni e consigli sul canto moderno, Edizioni Curci, 2010, p. 128. Acquistato alla Libreria musicale Melos di Via Cadorna, 23a, Como, il 2 marzo 2017

Acquistato alla

Libreria musicale Melos www.libreriamelos.it

di Via Cadorna, 23a, Como, il 2 marzo 2017

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NINA SIMONE: Tutta la musica è ciò che ridesta le corde più profonde del nostro essere … 

Caro amalteo,
come ti dicevo ho trovato questo piccolo scritto di Nina, magari lo conosci già, te lo lascio:

“All music is what
awakes within us when we
are reminded by the instruments;
It is not the violins or the clarinets –
It is not the beating of the drums –
Nor the score of the baritone singing
his sweet romanza; nor that of the men’s chorus,
Nor that of the women’s chorus –
It is nearer and farther than they.-”
Lovingly,
– Eunice Waymon –
Age 12

In un primo tempo l’ho tradotto alla lettera:

“Tutta la musica è ciò che
risveglia dentro di noi quando noi
siamo risvegliati dagli strumenti;
non è i violini o i clarinetti –
non è il battere ritmato dei tamburi
né la partitura del baritono che canta la sua dolce romanza; né la partitura degli uomini e
delle donne del coro –
tutta la musica è più vicina e più lontana da loro.-“
Affettuosamente,
– Eunice Waymon –
Età: 12 anni

ma quelle PRIME TRE RIGHE DELLO SCRITTO DI NINA SONO FONDAMENTALI e mi girano per la testa… intanto mi è venuto in mente questo tuo post e le tue parole:

“ma c’è una chiave importante: sceglieva UNO spettatore. parlava solo a lui.
un po’ come quando canta, che sembra cantare a ciascuno di noi.”…

… ho riletto e ho guardato il film.. e sono giunta a questa nuova traduzione di quelle tre righe:

“ Tutta la musica è ciò che ridesta
le corde più profonde del nostro essere, i nostri sentimenti più segreti e delicati, quando noi siamo affascinati e ridestati
dal magico.. delicato tocco degli strumenti…
quando noi, in risposta al richiamo dell’animo umano, ci inchiniamo.. attendiamo con il fiato sospeso..
fremiamo e vibriamo… “…

Allora vi è una concessione reciproca: l’autentica arte è Nina e noi siamo i suoi strumenti…
Ne esce un CAPOLAVORO..
Buona serata
A risentirci

Trovate da Prisma

Sorgente: Tutta la musica è ciò che ridesta le corde più profonde del nostro essere … – Tracce e Sentieri

Per gli uomini e le donne che si lasciano “abitare” da una grande donna: NINA SIMONE

-Che fai, guardi il mondo attraverso il lucernaio?-

-No-

-Perché non dormi?-

-Pensieri…-

E’ allora che capisco che mi devo fermare .

Scorre il desiderio

di violare il tuo insolito forziere,

ma io mi devo fermare.

E cerco sul tuo volto

i caratteri di qualche parola chiave.

Che mi permetta di raggiungerti.

Stanotte il pleut.

Forse potrei dirti,

in maniera non banale,

che è così bello,

così bello,

sentire

ancora

insieme a te

il rumore di

questa

pioggia.

Così unica,

così normale.

Nina Simone, Ballads

( Galantuomo Amalteo, fiori per chi? )

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postato da: diciche alle ore 16:15 | link | commenti (31)

Sorgente: Per gli uomini che si lasciano “abitare” da una grande donna – Tracce e Sentieri

Sam Shepard racconta Nina Simone

Un racconto di fascinazione musicale

dallo sceneggiatore e regista teatrale americano Sam Shepard


Da Sam Shepard , Motel Chronicles» (1982)

edizione italiana: Feltrinelli, 1985

Sorgente: Sam Shepard racconta Nina Simone – Tracce e Sentieri

Nina Simone ha realizzato solo capolavori ed appartiene ai “classici”, da il Regno Segreto di Nina Simone – in Tracce e Sentieri

Nina Simone ha realizzato solo capolavori ed appartiene ai “classici”.

Ogni sua interpretazione è come un’opera teatrale e artisticamente funziona come un dipinto. Le esecuzioni sono costruite come scene teatrali: inizia creando una situazione drammatica, poi comincia a raccontare una storia. Ma questa storia non te la racconta solo: no, non solo … vuole fartela sentire …. vuole farti entrare con il cuore … vuole farti piangere o ridere. L’intensità interpretativa rimane intatta ad ogni ascolto. E le volte successive accade la stessa cosa e ancora qualcosa di nuovo. Come dice Charles Aznavour: “Souvent le gens qui chantent du jazz chantent la musique. Nina Simone chantait le texte en meme temps que la musique”.

E poi i suoi canti ed il suo piano, ad un ascolto appassionato, possono essere “visti” come pennellate: nere, gialle, blu (molto blu), bianche …. Tutto questo lo fa con la voce, con le note del piano , con i tempi che mette fra le parole …. Davvero c’è qualcosa di magico in lei. Come racconta Sam Shepard in questo suo ricordo.

Anche le sue re-interpretazioni ( Billie Holiday; Jacques Brel, J.J. Walker, George Harrison, Randy Newman) sono una ri-creazione: diventano più belle. Nina prende in voce un ritornello, lo amplifica, lo tira ed espande da tutte le parti, lo rende indimenticabile. e quasi sempre infinitamente più bello di come lo ha cantato il suo creatore.

Come Strange Fruits (“Gli alberi del sud partoriscono strani frutti, sangue sulle foglie e sangue nelle radici”), Ne me quitte pas, Mr Bojangles, Lilac wine, Baltimore, … e ancora Sinnerman, di cui dice David Brun – Lambert:

“une chanson comme Sinnerman:

la certitude que cette musique avait toujours été là,

ne demandant qu’à etre identifieé”

E poi la sua musica dura nel tempo. Tutte le mode musicali passano. Ma anche se il suo canto arriva dagli anni ’50, ’60, ’70, con lei il tempo sembra non passare. Tutto il resto diventa magari bella musica, ma datata. Mi capita di sentire Frank Sinatra, che tanto piaceva a mio padre. “The voice”, è vero. Ma musica e voce sono irrimediabilmente legate a quel periodo. E così anche per Nat King Cole. E sono due grandi cantanti,

In lei non trovo nè troverò nulla di datato. Insisto: Nina Simone appartiene ai classici. Vale per la sua musica quello che dice Italo Calvino dei libri:

“classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: “Sto rileggendo…” e mai “Sto leggendo…” […] Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli. […] I classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale. […] D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima. […] D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura. […] Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. […] I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume). […] Una classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. […] I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. […] Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo, al pari degli antichi talismani. […] Il “tuo” classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui. […] Un classico è un libro che viene prima di altri classici, ma chi ha letto prima gli altri e poi legge quello, riconosce subito il suo posto nella genealogia. […] E’ classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno. […] E’ classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona”

Le sue opere migliori risalgono, appunto, a quegli anni storici e quindi ai suoi 20-30-40 anni.

Un trentennio di creatività intellettuale e artistica consegnata all’eternità.

Mi sono chiesto come mai Nina Simone sia così sempre attuale e moderna. Credo dipenda dal fatto che per lei la musica è stata una missione ed un rapporto con il suo pubblico. Si sente che vuole comunicare (usando sentimento, pensiero, intuizione e sensazione, dosandoli come una alchimista) con le persone che la ascoltano: ci mette un impegno totale che finisce inevitabilmente per arrivare al cuore, alla testa, alla pancia.

Nina Simone ancora oggi ha in tutto il mondo migliaia persone che la ascoltano. E’ un mondo parallelo, un “regno” laterale di cui lei è la regina.

La mia ammirazione per lei è esagerata. Ma per lei l’esagerazione è poco.

Spero che possa piacere anche a te, caro lettore. Magari non subito, ma nel corso del tempo.

Nina Simone scava in profondità e migliora di ascolto in ascolto.

Un consiglio: ci vuole calma e interiorità per “sentirla”. E poi il lavoro, gli scontri quotidiani, il tempo che corre, la vecchiaia che è dietro l’angolo si compensano con la bellezza che lei ci ha consegnato.

Sorgente: Il Regno Segreto di Nina Simone – Tracce e Sentieri

Sorgente: Il Regno Segreto di Nina Simone – Tracce e Sentieri

Il Regno segreto di Nina Simone, secondo Riccardo Bertoncelli – da Tracce e Sentieri

E’ stata una sorpresa, nelle settimane passate, lo spazio dedicato dai media italiani alla morte di Nina Simone. Perfino mezze pagine di quotidiani; per un ‘artista che in fondo non aveva mai avuto un brano forte da classifica, che aveva passato la carriera a stentare da un ‘ etichetta all ‘ altra e, particolare forse decisivo, non era mai stata collocata precisamente né di qua (il jazz) né di là (il soul, il R&B ) – un suo felice tratto distintivo ma anche un limite. L ‘unico incontro ravvicinato con il grande pubblico delle nostre parti la signora Eunice Waymon (questo il vero nome) l‘aveva avuto anni fa, fornendo una stringante colonna sonora a una campagna promozionale automobilistica. Un bel colpo, che però spiega poco; neanche i più scatenati ultra dei jingles, ritengono che basti uno spot fortunato per dare un sigillo di gloria a una carriera e suscitare il rispettoso affetto che si è potuto cogliere nell‘occasione. Certo, si può spiegare tutto in termini ridutttvi: era un periodo senza grandi notizie di spettacolo, avanzava spazio e poi, si sa, la stampa ha sempre i suoi amorini strani, fissazioni “di culto”. Ma forse la spiegazione sta da un‘altra parte.Forse è vero che esistono ancora artisti, e neanche pochi, che non vanno in classifica, non si vedono in TV, non fanno le prime pagine ma riempiono la vita a tante persone con le loro canzoni fuori tempo e fuori schema; conosciute magari per caso, per un fortunato incontro radiofonico, per il consiglio di un amico, seguendo il tam tam sotterraneo di quella rete che non è Internet ma funziona anche meglio, e da più tempo, usando l‘antico sistema del passaparola. Robert Kirk, un ministro al culto scozzese, si divertì quattro secoli fa a spiegare e catalogare il mondo delle fate e degli spiriti invisibili, e lo chiamò il  Regno Segreto. Ecco, cè un Regno Segreto anche nella musica: «esseri che si dice siano di una natura intermedia fra l ‘ uomo e l ‘ angelo, con una mentalità intelligente e appassionata», non visibili a tutti ma vivi e operosi, capaci di coinvolgerci e darci emozioni. Nina Simone era di quella specie, e per quello è stata salutata con tanta intensità e, a guardare le nude cifre del “mercato”, così smodatamente.

di Riccardo Bertoncelli, in La Repubblica  Musica, 2003

Sorgente: Il Regno segreto di Nina Simone, secondo Riccardo Bertoncelli – Tracce e Sentieri